La risonanza magnetica (RMN – Risonanza Magnetica Nucleare) è una strumentazione diagnostica medica che ci consente di controllare i tessuti molli e duri del nostro corpo, muscoli, tendini, ossa, ecc…
La leggenda metropolitana, “la risonanza magnetica aperta è di nuova generazione rispetto a quella chiusa“, una frase che si continua e continua a sentire, ma andiamo a vedere le vere differenze tra le due strumentazioni diagnostiche.
Sfatiamo il mito del vecchio e del nuovo, una pura leggenda metropolitana, le due strumentazioni presentano diverse differenze elettroniche e diagnostiche. La strumentazione aperta offre una tranquillità maggiore a livello psicologico, per tutte quelle persone che soffrono di paura ai spazi chiusi e piccoli, per chi soffre di una vera patologia claustrofobica, questo tipo di risonanza può fare la differenza a livello psicologico, ma la risonanza magnetica aperta rispetto a quella chiusa offre immagini meno nitide.
La RMN aperta ha il vantaggio di non dare limitazioni anche ai portatori di elementi metallici, come viti o placche chirurgiche, punti di sutura, clip, o protesi, che risulterebbero incompatibili con la RM chiusa, le componenti metalliche inserite nel nostro corpo potrebbero surriscaldarsi e spostarsi a causa del campo magnetico più potente.
Per tutte e due i tipi, rimangono le controindicazioni per i portatori di pacemaker, ed entrambe, sono anche controindicate per le donne in gravidanza.
La RMN può essere eseguita con metodi di contrasto, che ne elevano la precisione e la nitidezza delle immagini.


Risonanza magnetica nucleare (RMN)o Risonanza magnetica per immagini? (RMI)
si riferiscono alla stessa tecnica di imaging medico, ma il termine più usato in ambito clinico è RMI o semplicemente RM.
Differenza terminologica:
- RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) è il termine originale derivato dai principi fisici della tecnica, basata sulle proprietà dei nuclei atomici (principalmente dell’idrogeno) in un campo magnetico.
- RMI (Risonanza Magnetica per Immagini) o RM (Risonanza Magnetica) è il termine usato in medicina per evitare la parola “nucleare”, che potrebbe generare confusione con la radioattività (che non è coinvolta in questa tecnica).
Come è costruita?
Un apparecchio di risonanza magnetica è composto da:
- Magnete principale: genera un campo magnetico molto intenso (solitamente tra 1,5 e 3 Tesla, ma può arrivare fino a 7 Tesla per usi avanzati).
- Bobine a radiofrequenza (RF): emettono impulsi che eccitano i protoni nei tessuti.
- Gradienti di campo magnetico: modulano il campo magnetico per localizzare il segnale.
- Sistema di acquisizione dati e computer: elaborano le informazioni e producono immagini dettagliate.
La potenza del campo magnetico
Le RM a campo basso (0,2-0,5T) offrono una qualità d’immagine inferiore ma sono utili per pazienti claustrofobici o con dispositivi metallici compatibili o per ambienti speciali, ad oggi molto usata.
Le RM ad alto campo (1,5-3T) offre immagini più dettagliate per cervello, cuore e prostata
Altissima intensità: oltre 3 Tesla (ad esempio, 7 Tesla per ricerca e neurologia avanzata).
Conclusioni; è il medico a decidere se optare per la risonanza magnetica aperta o chiusa, dipende dal tipo di esame da fare e dalle condizioni psicologiche del paziente. L’RM è una tecnica sicura e non invasiva, usata per la diagnostica di cervello, colonna vertebrale, articolazioni, organi interni e molto altro.